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Torino vs Roma: 1-1, ovvero dell’essere soddisfatti così.

(Cerci devia in porta il gol del pareggio contro la Roma)

(Cerci devia in porta il gol del pareggio contro la Roma)


Tutta l’Italia “pallonara” ne sta parlando da ieri sera. Il Torino, il promettente ma non molto fortunato e favoloso Torino, è riuscito a fermare la striscia positiva dei successi consecutivi della Roma grazie ad un pareggio tirato quanto meritato.
Come detto ne parlano tutti. Tranne fette consistenti dei tifosi granata; basta aprire le pagine internet dei social network o dei forum, o i commenti agli articoli dei siti specializzati sul “mondo Toro”, o farsi due semplici chiacchiere al bar. E senti parlare di “solita non vittoria”, di squadra sprecona ed incompiuta, di come si è lontano dagli standard del Verona, che è quarto in classifica dopo anni di anonimato sportivo, ed addirittura arrivare a recriminare che sarebbe stato meglio perdere, perchè così si è fatto un favore a “quelli lì”. Ovvero la juventus. No scusate, stavolta proprio non ci sto.
Da quando ho aperto questo blog ho subito capito che sarebbe stato difficile trovare un punto di equilibrio, ponderato ed avveduto, tra le due differenti anime e sensibilità dell’essere tifoso del Toro oggi. Quella per cui se il Toro vince 10-0 l’unico commento è “Cairo Vattene” (o nella variante “Cairo merda”) e quella che se anche il Toro precipitasse in Lega Pro perdendo tutte le partite direbbero: “Cairo non ha colpe e ci ha salvato dal fallimento”. Due volti di una stessa medaglia, quella che rappresenta quello che il Toro è diventato negli ultimi 20 anni. Una nobile decaduta, incapace di morire quanto di tornare al rango del suo blasone. Una provinciale qualunque, con le sue annate migliori contraddistinte da salvezze agguantate con le unghie, e le peggiori che si dividono tra pusillanimi retrocessioni in B o mancate promozioni nella massima serie.

Credo invece che il Torino ieri abbia fatto la partita che era giusto fare. Scesa con un 4-3-3 mascherato da 4-2-4 piuttosto misurato, ha contenuto l’avversario nei primi 20 minuti, non lasciandogli assolutamente spazi, provando azioni di alleggerimento che anche se hanno solo punzecchiato la capolista, hanno anche prodotto la prima vera occasione del match nel tiro di El Kaddouri da fuori area, che ha sorvolato la traversa di pochissimo. Poi la Roma ha provato a chiudere di più l’avversario nella propria area e dopo i tentativi di Florenzi e Burdisso su azioni da calcio d’angolo, ha sfruttato al 28° un errato movimento della difesa, fatalmente l’unico in tutto il match ad essere andato male, ed ha infilato Padelli con una azione in diagonale. Da lì in poi la Roma non ha più portato pericoli a Padelli se non nel forcing finale, e il Torino è rimasto padrone del campo nel resto del match, con uno scatenato Cerci che ha fatto vedere i sorci verdi ai giallorossi (Balzaretti in primis), che neanche tramite i raddoppi di marcatura sono riusciti a fermare il numero 11 granata, il quale ha fornito assist e conclusioni a ripetizione, fino al gol del pareggio al 63°, dopo che De Sanctis aveva salvato la sua porta, e la sua imbattibilità, sulle velenose conclusioni nel primo tempo di Cerci ed El Kaddouri e nel secondo tempo di Meggiorini; proprio quel Riccardo Meggiorini che si sta scoprendo assist man, e sorprendentemente interessante nel ruolo di attaccante esterno; così dopo aver piazzato la palla tre giorni prima a Livorno da cui è scaturito il rigore del pareggio, ieri ha fornito l’assist per il gol di Cerci, grazie ad una azione di caparbia efficacia sul suo marcatore, che troppo mollemente si è fatto abbattere da una sportellata con l’ex attaccante di Bari e Genoa, e per fortuna che Ventura lo aveva appena spostato in quel ruolo dopo aver sostituito un Barreto apparso in ripresa atletica, ma lontano dalla possibilità di rendersi pericoloso alla conclusione, con un Immobile subito entrato in clima agonistico. La Roma nella mezz’ora seguente cercava di riordinarsi per cercare di riportarsi in vantaggio, ma solo negli ultimi 15 minuti si rendeva pericolosa, e comunque con un solo tiro in porta, di Ljajic ben deviato da un Padelli attento e reattivo. Un paio di contatti in area granata sono stati dubbi, ma le contenute proteste romaniste dimostrano come fossero episodi controversi anche nella loro interpretazione. La difesa granata a 4, tranne appunto nell’episodio del vantaggio di Strootman, è stata molto attenta con un Glik monumentale e un Moretti che nulla ha concesso agli avversari, mentre sia Darmian che D’Ambrosio sono stati eccellenti in fase di recupero come d’impostazione. A centrocampo Gazzi è tornato ai suoi standard di ricuperatore di palloni preziosissimi, cosa molto confortante, intanto El Kaddouri piano piano sta mettendo minuti nelle gambe e si intravede il ritorno alla migliore forma fisica, sperando anche in un migliore contributo tecnico; discontinuo invece Basha che sbaglia molti appoggi e sembra fuori posizione nel ruolo di regista centrale ma che riesce allo stesso tempo a lanciare Meggiorini in due splendide occasioni che scaturiscono il bel tiro deviato da De Sanctis e il gol del pareggio, meglio Bellomo in quella posizione, anche se commette un errore che permette una ripartenza alla Roma che poteva costare caro.

(Prova confortante di Alessandro Gazzi, reduce da un periodo sportivo difficile e non soddisfacente )

(Prova confortante di Alessandro Gazzi, reduce da un periodo sportivo difficile e non soddisfacente )


Una partita giocata con molta combattività, con veri elementi di tremendismo, che ha esaltato il talento di Alessio Cerci, che contro la sua squadra del cuore, ed in cui è cresciuto calcisticamente, ha sfoderato una prova di grande eccellenza, dimostrando inequivocabilmente di essere il migliore giocatore capitato in maglia granata dai tempi di Scifo e Martin Vazquez. Si chiedeva di vedere un cambiamento rispetto alle ultime prestazioni, ed è quello che è successo. Eppure in quanti se ne sono accorti? Cosa doveva capitare a livello di performance per non far storcere la bocca a certi palati esigenti? La vittoria? E a chi non sarebbe piaciuto? Certo se si fosse stati più cinici e fortunati magari si sarebbe potuto centrarla, ma una partita giocata con un avversario simile, che ha espresso comunque il 61% di possesso palla grazie alla rete di passaggi dei suoi mediani, in primis De Rossi, Bradley e Pjanic, e che fino alla fine ha provato a portarsi a casa i tre punti, non si può definire una “non vittoria”, come se parlassimo di smacchiatori di giaguari qualsiasi… Non mi avventuro in polemiche sterili, ma ci tengo a dire di essere stato fiero dei ragazzi ieri sera e che mi auguro di esserlo ancora in molte occasioni, a partire dalla partita di domenica prossima a Cagliari.

Quindi sù con l’incitamento: Forza Vecchio Cuore Granata!!!

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